(Via) Leopoldo Santagata: chi era costui?

Un giovanissimo Leopoldo Santagata

Un giovanissimo Leopoldo Santagata

Bisogna tornare ad un secolo fa, per rivivere la storia di questo compaesano eccellente, che ha dato il nome alla strada principale del paese.

Nel 1921, ad un anno dalla scomparsa, Raffaele Calderisi dedicò un libro alla vita ed alle gesta di questo valoroso Maresciallo d’artiglieria, che partecipò alla Guerra d’Europa1.

Nacque il 3 gennaio 1892, da Salvatore Santagata e Rosina Cacciapuoti. Quale primogenito ebbe il nome del nonno.

Dopo aver frequentato brillantemente la scuola elementare, nella quale ebbe come maestri Giuseppe Fabozzi e Vincenzo Quarto, i genitori dovettero desistere da iscriverlo alle scuole elementari superiori di Aversa: a chi lo avrebbero potuto affidare, a 10 anni, sulla strada provinciale Aversa-Frignano Piccolo, non essendovi allora mezzi di trasporto?

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Frignano Piccolo descritta da Raffaele Calderisi nel 1921.

Giovinetto fu esempio di sobrietà e di modestia, di prudenza e di saggezza, dritto e defilato nelle vie del “villaggio”: mai fermo tra un crocchio di amici a parlare inutilmente.

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Leopoldo Santagata in divisa (a sinistra) posa insieme al fratello Vincenzo.

All’età di 20 anni, ormai alto e robusto, si arruolò, il 7 settembre 1912, nel 3° Reggimento Artiglieria di Fortezza, a Gaeta. Tra i 47 allievi, risultò primo per merito di condotta e di istruzione: fu promosso caporale nel dicembre del 1912 e caporal maggiore nell’aprile del ’13. Alla fine del 1913 fu ancora promosso sergente d’artiglieria.

Con lo scoppio della guerra, il sergente Sanatagata partì per la volta di Monfalcone. Egli, come altri valorosi compaesani, tra cui il sergente Paolo Gallo, prese parte ivi a numerosi combattimenti sanguinosi. Si distinse per il suo valore e fu promosso sergente maggiore. La sua ironia accompagnava le sue lettere dal fronte: “Il piombo nemico mi ha risparmiato un’altra volta, si vede che non è mio amico”; “Eh, come anche nel rischio e nel pericolo, tu o scheggia di granata austriaca, non viene a trafiggermi una gamba!”; “Mamma, non posso dimenticarti, neppure nel pericolo della morte, davanti allo spettacolo più sanguinoso di sciagure”.

Dopo Monfalcone, passo all’Isonzo, fu uno dei primi ad entrare a Gorizia il 7 Agosto 1916.

Dopo anni di combattimenti, si presentarono eventi infausti per gli italiani. L’esercito tedesco-austro-turco-bulgaro si scagliò all’attacco, 200000 furono accerchiati e fatti prigionieri e le armate che riuscirono a sfuggire all’accerchiamento furono costrette alla resa. L’esercito italiano era allo sfacelo: ritirata precipitosa, grida di spavento da ogni parte, ufficiali e soldati lasciavano fucili, bruciavano magazzini di viveri e munizioni, distruggevano fortezze e fuggivano in cerca di salvezza. La terza armata, sotto l’ordine del Duca d’Aosta, resistette per qualche giorno: protesse i soldati nella fuga. Il nostro esercito si sbandò, si precipitò in una fuga pazza, senza meta. Tra i pochi eroi che ebbero l’audacia di difendere la patria, si trovò Leopoldo Santagata. Egli, con i soldati agli ordini degli ufficiali, resistette finchè potè. il 28 ottobre passo l’Isonzo, il 29, estenuato dalle lunghe fatiche, dall’insonnia e dal digiuno, cadde a terra svenuto. Si giunse al Tagliamento, già trincerato per un’eventuale ritirata. Si resistette per un solo giorno, Leopoldo Santagata prese parte alla resistenza, insieme ai pochi che ubbidivano alla voce della patria tradita ed ingannata. Sfidò più volte i velenossissimi fumogeni austriaci, che gli furono poi fatali.

Fu proposto al grado di Maresciallo d’Artiglieria, il 4 novembre 1917. Giunse a Bassano con la sua compagnìa di artiglieria. In quel luogo ebbe il tempo di spedire un telegramma di rassicurazioni alla famiglia. Dopo molte altre battaglie, venne congedato il 28 agosto 1919.

Chi ebbe modo di ascoltarlo, dopo il congedo, ricorda la sua umiltà nell’evitare di decantare le proprie gesta. Si reputava difatti un modesto maresciallo d’artiglieria che aveva servito la patria.

Quando tutto sembrava ormai passato, in attesa delle prossime nozze, una sera si sentì male: un fortissimo dolore alla fronte. Fu condotto a Napoli presso il medico-chirurgo Dott. Augelucci, che nel visitarlo scosse il capo: fu un cattivo segno premonitore. Fu operato di urgenza, nei giorni successivi sembrò potersi salvare, ma successivamente si aggravò all’imporvviso: un altro tumore sull’occipite. Non vi furono altre speranze. Alle 9 del mattino del 20 febbraio 1920, la sua vita si interruppe, a 28 anni.

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Tratto dalla copia originale del testo di Raffaele Calderisi.

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In foto: Medaglia ricevuta dal Ministro della Guerra 

In foto: Fronte-retro di foto in divisa.

In foto: diario di guerra di Leopoldo Santagata – 1915

Diario di Guerra di Leopoldo Santagata

In foto: diario di guerra di Leopoldo Santagata – 1915 – Particolare

In foto: anniversario della morte

1. La Prima Guerra Mondiale fu cosi definita fino al 1939, all’alba del secondo più duro conflitto, che coinvolse tutte le superpotenze del tempo.

 

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